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senza calma di vento

solo passaggi e passaggi

passaggi di tempo

ore infinite come costellazioni e onde

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(Anime salve - Fabrizio De Andrè)

Data

Riassunto

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3 Aprile – 7 Agosto

Avevo fatto un salto dal 3 al 8 Aprile, uno per la voglia irefrenabile di starmene un po’in barca, due per trovare un cantiere per fare carena. Giampaolo del marina mi consiglia Giacomo Cintura. Giacomo mi fa un’offerta in linea con quanto immaginavo. Non avevo dubbi che il lavoro lo devono fare loro. Per l’antivegetativa mi consiglia... Devo dire che la mia Vc Offshore della International non è che mi soddisfi tanto, soprattutto quando faccio carena, rimuovere il vecchio strato rimane dura e pastosa. Comunque l’alaggio lo faremo il 30 Maggio. Vivrò una settimana in barca nel cantiere. Mentre loro penseranno all’opera viva io rimetterò a nuovo l’elica. Prima del varo che faremo venerdì mi accorgo che in fondo all’s-drive c’è una goccia d’acqua un po’ oleosa. Questa cosa mi darà pensiero tutta l’estate: dovesse entrare acqua nell’s-drive? Quindi frequenti controlli che fortunatamente sembrano escludere questa ipotesi. Nel frattempo mi concedo a maggio una ulteriore fuga per tre giorni di barca (1-4Maggio). Ne avevo bisogno dopo un problema di salute che mi ha colpito soprattutto psicologicamente. Comunque dopo il varo rimango un po’ di giorni in barca. Mi piace anche lavorare in barca. In questo periodo l’atmosfera del Columbus di Trapani è tranquilla e piacevolissima. Dopo la sostituzione del pontile, la barca si muove poco. Torno poi a casa per un breve periodo il 16 giugno e tornerò in barca l’8 luglio. Ci sono altri piccoli lavori di manutenzione da fare. Sevice al motore e s-drive, radio portatile nuova, stick della barra e connettori alimentazione elettrica da sostituire, ecc. Un ultimo salto a casa tra il 22 e 25 luglio e poi in barca fino al rientro a San Benedetto con Iside il 2 settembre.

In questo periodo di vita solitaria in barca non sono ovviamente mancate delle uscite a Favignana e Levanzo. Uscite giornaliere ma sempre con belle veleggiate. Le Egadi sono spesso accarezzate da venti di media intensità che permettono di fare delle bellissime veleggiate in un mare splendido e pieno di vita.

8 Agosto – 12 Agosto Lunedì arrivano Teresa e Andrea e quindi cena di benvenuto presso la Cantina Siciliana per degustare l’ultimo Cous Cous di Trapani. Martedi mattina partenza per Marettimo. Poco vento oggi quindi motore. Le previsioni sono di venti deboli e mare calmo fino a venerdì. C’è un campo boe a sud verso est nei pressi di punta Bassana, è li che ne prenderemo una. Il parco si fa pagare 25 euro a notte. Scendiamo a fare due passi nel paese e imbocchiamo un sentiero. Purtroppo Teresa si fa male alla caviglia appoggiando male il piede. A parte tutte le avventure per riportarla in barca, ne avrà per due giorni di ghiaccio, riposo assoluto e Lasonil! L’immagine più triste e insieme più comica di questa vacanza è Andrea che arriva con una sedia a rotelle sul luogo dell’incidente presa presso la guardia medica di Marettimo! Il giorno successivo io e Andrea saliamo fino alla casa romana. Il sentiero si snoda tutto sotto una pineta ombrosa. Andrea prosegue (ha le gambe da stambecco) verso pizzo Falcone, la vetta dell’isola a 640 mt slm. Si tratta di una salita ripida e assolata con un salto altimetrico di 400 mt. Mi son perso un panorama mozzafiato ma non me la sono sentita di seguirlo. Il giorno successivo, giovedì, decidiamo di spostarci nel porto. La nottata ha portato un bel venticello al punto tale da ribaltare il tender attaccato alla barca. Purtroppo non avevo staccato il motore. Di conseguenza lo stavo dando per perso. Invece dopo una bella lavata con acqua dolce e asciugato bene...è ripartito. Da allora ho promesso che indipendentemente dalle condizioni del tempo, la sera, l’avrei sempre issato a bordo. Entrare nel porticciolo avrebbe anche facilitato a Teresa la discesa a terra la sera. Nel porto ci sono boe private, ne prendiamo una. Costa più di quella del parco ma ti danno anche l’acqua. Nel pomeriggio facciamo un’altro di sentiero, quello che dal porto conduce fino al castello di punta Troia. Il sentiero si sviluppa su dei sali scendi non sempre di piccola difficoltà. Dopo poco più di un’ora di intenso cammino siamo nel castello borbonico posto a vedetta contro le scorribande di quei tempi. Successivamente, durante le convulse operazioni di annessione del regno all’untà d’Italia fu usato anche come carcere per rinchiudere coloro a favore dell’unità. Da lassù lo spettazolo è unico. Tornati in barca scendiamo tutti a terra e ci fermiamo nel simpatico locale La Scaletta proprio sul porticciolo. C’è un ragazzo che fa da dj e suona anche bene una trombetta con la quale ogni tanto suona bella musica balcanica. Occasione per degustare un buon bicchiere di Inzolia siciliana.
12 Agosto – 19 Agosto Venerdì sera inizia il cambio equipaggio. Domattina va via Andrea e stasera arrivano Paolo e la sua nuova compagna Sonia. Bella cenetta al Salamureci tutti insieme, dove io gusto la migliore caponata mai mangiata in Sicilia. Dormiremo in 5 su Iside che pur piccola è molto accogliente. Sabato sarà un giorno di rifornimenti alimentari e altro, con ennesimo saluto e degustazione da Adragna, il nostro fornitore ufficiale di vini. Le previsioni del tempo continuano a parlare di poco vento e mare calmo. Ci dirigiamo verso Levanzo presso il campo boe di cala fredda. Ricordo di bei bagni in compagnia dei pesciolini. Per scendere a terra decidiamo di arrivare in porto. Purtroppo il mio tender più di 3 persone non porta e quindi due giri. Andiamo nel ristorante Il Paradiso che tutt’è meno che un paradiso. Impressionante come il caposala terrorizzava camenrieri e clienti. Qualità mediocre con prezzo salatissimo. Il giorno dopo si va a vedere la grotta dei genovesi. Tutti meno io che l’avevo visto l’anno scorso. In mattinata abbiamo anche perlustrato l’sola. Ci sono comodi sentieri. Martedì andiamo a Favignana. Il porto è proprio di fronte a Cala Fredda. Ho trovato meno ressa dell’anno scorso. Ancoriamo nei pressi della vecchia tonnara. Si scende a terra. Per coloro a cui piacciono negozietti di tipicità, ristorantini e piazzette affollate, il capoluogo di Favignana è il posto giusto. Prenotiamo per cena il secondo turno presso la Trattoria El Pescador. Si, nelle Egadi ad Agosto vi sono due turni come nelle crociere. La qualita è buona, il prezzo in linea con quelli di questo periodo. Dopo una notte tranquillissima in porto, la mattina seguente facciamo il giro dell’isola e prima di raggiungere la mia baia preferita Marasolo vicino punta Longa ci fermiamo per il bagno e per il pranzo presso la bella Cala Rotonda. Dopo un pomeriggio di bagni, prima di fare la camminata verso il paese di Favignana (dista poco più di un chilometro) ci fermiamo a mangiare due arancini e un insalata presso il chiosco a terra. Cena povera stasera. Giovedì mattina, prima del rientro dopo pranzo a Trapani andiamo a visitare la vecchia tonnara Florio. Per me è stata una sorpresa. Grazie alla guida che ci ha accompagnato ho capito l’importanza dei Florio per la Sicilia, il loro pensiero e le loro imprese. Inoltre ci ha spiegato come avveniva la pesca, la mattanza e la lavorazione del tonno e come si è evoluta la lavorazione stessa nel tempo. Ci ha fatto viaggiare con la fantasia nel passato di personaggi e ruoli di un’epoca in cui il tonno era ricchezza e sopravvivenza che dipendevano dall’esperienza umana e in particolare del Rais. E infine ci ha spiegato come oggi le politiche attuali impoveriscono i pescatori di tonno a vantaggio di quattro società che si dividono le quote e che non hanno alcun riguardo per la salvaguardia dei tonni piccoli che devono crescere. Nel pomeriggio una bella veleggiata che ha permesso di usare anche il mio bel gennaker, ci porta fino all’ingresso del porto di Trapani. Ho tempo fino a domani a pranzo per tutte le preparazioni da fare per lasciare Trapani: carburante, acqua, pulizie ecc. Concludiamo la giornata con una discreta pizza presso la pizzeria storica Pipitone e con il mio abbraccio ad Adragna.
19 Agosto – 2 Settembre Dell’equipaggio è rimasto solo il ‘comandante’. Alle due del pomeriggio mollo definitivamente l’ormeggio di Columbus. Come sempre, non so se lascio io un mio pezzo di cuore nel posto da cui parto o se mi porto nel cuore un po’ del posto, o entrambe le cose. Con un po’ di vento contrario arrivo a San Vito lo Capo dove calo l’ancora nella sabbia che agguanta senza difficoltà. Si dorme poco, una musica spaccatimpani arriva dal lungomare. Anche questo sarà un modo di vivere il mare, ma non è il mio. Il giorno seguente vorrei raggiungere Cefalù. Prima occorre raggiungere capo Gallo e poi si può far rotta su Cefalù. Al contrario di tutte le previsioni dei giorni scorsi il vento viene da est. Il levante da queste parti è una rarità ma per la mia partenza la natura fa anche cose rare! Con fatica raggiungo alle otto il porto presidiana. L’ancoraggio come al solito è comodo e il fondo buon tenitore. Tempo di mangiare qualcosa e mi butto in cabina. Verso le due, nulla da fare da un locale a terra arriva la solita musica spaccatimpani a palla. Non importa verso le cinque mi sarei comunque svegliato per partire verso Vulcano. La navigazione prosegue sostanzialmente in assenza di vento. San Volvo Penta potrà dare il suo meglio. Preferisco ancorare nel porto di levante così la mattina sono subito in rotta verso lo stretto. Ho bisogno di fare due passi a piedi. Scendo a terra a fare due passi. Vulcano è piena di gente e soprattutto di macchine, camminare è un’impresa. Dopo poco torno in barca, deluso per aver visto un posto così bello reso invivibile da masse di gente che si muove in macchina. La notte dormo bene. Fortunatamente i locali sono nel porto di ponente e qui il casino si sente poco. Parto presto perchè voglio passare lo stretto subito dopo la stanca delle undici nella fase discendente della corrente. Infatti alle 12.30 sono tra Scilla e Cariddi. Nessuna difficolta nell’attraversare lo stretto tranne l’esperienza di trovarsi su un mulinello che mi gira la barca di novanta gradi. Rimesso in rotta verso il porto di Reggio Calabria sfrutto il vento a poppa per aprire il fiocco e far riposare il motore. Una volta ormeggiati e fatto il pieno di gasolio, visto che era presto decido di andare a fare due passi in centro. Devo dire che Reggio Calabria non è nulla di eccezionale ma rispetto all’opinione che mi ero fatto l’anno scorso ho trovato invece una città graziosa. Una bel corso isola pedonale con tanti negozi e un bel lungomare che si affaccia sullo stretto. Trovo una pizzeria che fa pizza da asporto. E’ buona. Ne prendo tre pezzi per fare cena. L’ormeggiatore mi sconsiglia di partire, è previsto tempo cattivo e per di più per due tre giorni. L’ho visto anche io sia su MeteoAM sia su Windyty. Parto lo stesso. Voglio raggiungere Roccella Ionica. Questo marina è più sicuro e si sta bene. Durante la giornata ho un po di tutto: pioggia, vento contro tra Capo dell’Armi e Capo Spartivento (15 miglia fatti a 4 nodi) e infine come benvenuto una violenta burrasca a cinque miglia da Roccella. Gli ormeggiatori della Marina delle Grazie sono gentili e mi danno tutte le informazioni per entrare assicurandomi che l’ingresso del porticciolo era stato dragato e che quindi non correvo nessun rischio. Infatti non ho avuto nessun problema. A questo punto, vista la situazione metereologica (temporali nei due giorni successivi e vento forte da nord est) decido di fermarmi due giorni in un posto che è decisamente gradevole e riposante. Addirittura sono a disposizione dei clienti delle biciclette ad uso gratuito per raggiungere il vicino centro del paese (ca. Un km e mezzo). Il tutto a metà prezzo rispetto a Reggio Calabria. Venerdì mattina presto esco dal porticciolo per raggiungere Crotone. Fino alle dieci tutto bene, poco vento da terra e mare calmo. In un attimo tutto cambia e mi ritrovo contro venti nodi di vento apparente e la barca che comincia a sbattere la prua contro il cavo delle onde. Andiamo bene, con 3 nodi e mezzo di velocità arriveremo a mezzanotte a Crotone. Fortuna che verso le quattro attorno a Isola di Capo Rizzuto le cose un po’ cambiano e riesco a entrare nel porto di Crotone poco prima delle otto. Oggi 27 Agosto traversata del golfo di Taranto. Settanta miglia di navigazione per arrivare a Santa Maria di Leuca. Sveglia sul prestino, si esce dal porto che è ancora notte. Passare attraverso quelle tetre piattaforma mi riempe di tristezza. Il vento inizia subito a lavorare, oggi è di turno tramontana. Io ho una rotta di 60 gradi. Sarà una comoda bolina. Inizio ad issare tutta la randa e il fiocco. Ma subito sarò costretto a riavvolgerlo. Successivamente do una mano di terzaroli e poi ancora tutte e due. Trovo un equilibrio per tutta la mattinata con le due mani e il fiocco aperto un quarto: 25/28 nodi, divertiamoci. Verso le dodici iniziano le manovre inverse fino a verso le due per chiudere definitivamente entrambe le vele e proseguire con il motore con una bonaccia inaspettata. Raggiongo la Puglia alle 19 entrando nel porto di S. Maria di Leuca. Risalire la Puglia è un problema, qui è terra di maestrale. Sembra che sia moderatamente fortunato. I prossimi giorni è previsto vento debole che inizierà la mattina da nord ovest per girare nel pomeriggio a nord. Buon lavoro Volo Penta. Domenica sera mi fermo a Brindisi presso la Marina Bocca di Puglia. Da Brindisi, ancora notte, la partenza il mattino dopo. Mi piacerebbe arrivare a Trani, vedremo. Risalire l’adriatico è sempre ostico. Lungo la costa italiana c’è generalmente una corrente che va verso sud, il vento dominante è maestrale. Questa mattina la corrente c’è ma fortunatamente il vento gira per venire da nord e nel pomeriggio addirittura diventa un greco. Quindi pur essendo il vento di debole intensità isso la randa che va in aiuto al motore. L’andatura inizia di bolina stretta che durante la giornata si allarga sempre di più. Riesco a fare le 75 miglia per Bisceglie prima che diventasse completamente notte. Già, le giornate si stanno accorciando e il sole tramonta alle 7.30. Entro nel porto di Bisceglie e vado sui pontili di BiscegliApprodi. Devo dire che sono bravi ragazzi e si dan un bel da fare. Bisceglie è meno blasonata di Trani ma trovo che sia un posto tranquillo e per niente brutto. La mattina con calma faccio un po’ di spesa, mollo gli ormeggi e dopo quattro miglia entro nel porto di Trani per fare il pieno di diesel. A Bisceglie hanno tutto meno che un benzinaio vicino al porto. Vorrei fermarmi a Vieste o Rodi. Fino a testa del Gargano un vento di traverso che veniva da Manfredonia mi ha fatto spegnere il motore più di una volta. Ma arrivati a Testa del Gargano tutto cambia e ricevo costantemente 24 nodi dritti sulla prua. Le onde si formano velocemente e cominciamo a sbattere la prua nel cavo dell’onda. Per fare le ultime cinque miglia prima di Vieste ci vorranno più di due ore. Ormeggiati a Vieste verso le sei del pomeriggio mi concedo qualche ora di meritato riposo. Domani è ancora previsto molto vento da nord ma non mi va di rimanere ancora qui. Quindi ancora notte esco da Vieste. Durante la giornata tirerò su e giù la randa ben sei volte! Fortunatamente gran parte della giornata la randa riesce ad aiutare il motore intercettando un vento che in apparenza veniva dai 30 a 35 gradi. Arrivo con una certa stanchezza nel porto di Vasto verso le nove. L’ormeggiatore del circolo è li che mi aspetta sul pontile. Sono talmente stanco e considerato che domani insiste ancora il vento che tra l’altro si porrà essattamente da direzione nord ovest che decido di rimanere qui un giorno. Venerdì sembra voglia mollare un po’ e partirò per il porto di destinazione finale la mattina ancora prima dell’alba. In genere le prime ore del giorno i venti sono un po’ più benevoli. Così è stato. Nel pomeriggio si riesce ad andare qualche ora di bolina, così riesco ad entrare nel porto di San Benedetto alle 18 di sera. I prossimi giorni preparerò la barca per l’alaggio e il rimessaggio che spero non vada oltre la metà di marzo del 2017. Ho ancora tante miglia da fare e da raccontare!