“Come si fa a spiegare il mare a chi lo guarda e vede soltanto l'acqua.”
(Anonimo)


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Brindisi

10 aprile

18 aprile

Sono arrivato a Brindisi il 10 aprile a sera. Nei giorni precedenti, tutto sembrava frapporsi tra me e la barca. Le forti piogge dei giorni prima avevano isolato la Puglia. Prima il crollo di un ponte della statale 16 e poi la frana di Petacciato. Quest'ultima aveva danneggiato sia l'autostrada sia la ferrovia. Di conseguenza chiuse entrambe. Fortunatamente, il 10 arriva l'SMS da Trenitalia che mi comunica la riapertura graduale del tratto ferroviario interrotto.
Appena arrivato in barca, inizio a prepararla per la partenza. Prima cosa issare le vele. Meno male che il vento nel weekend era debole ed orientato bene permettendomi di lavorare con le vele. Nei tre giorni successivi si sarebbe scatenata una forte pioggia con forte scirocco. Il vento da giovedì cambia e diventa maestrale teso sui 25-30 nodi. Le previsioni mettono sabato un maestrale più consono alla mia prima navigazione dell'anno. Premetto che ho conosciuto il basso adriatico in questi due anni nel Salento. Il mare è mosso anche con poco vento. I brindisini dicono che a questo mare il vento non piace. Non senza esitazione, decido di lasciare il marina di Brindisi sabato mattina. Prima che iniziasse un ciclo di scirocco che mi avrebbe tenuto legato al pontile. Il mare fuori è mosso, le onde erano previste di un metro e più di altezza, ma forse in realtà erano anche più alte. Oggi si va a vela con una velocità sui 6 nodi e mezzo con la sola randa alla quale prendo la prima mano dei terzaroli. La barca è un continuo rollio. A metà strada accade il fattaccio. Cado a peso morto nel pozzetto urtando la coscia sinistra. Meno male che le ossa sono ancora elastiche altrimenti ciao femore. Entro nel porto di Otranto sperando di poter ancorare in rada. Ma il vento spinge un'onda all'interno che sconsiglia ancorare. Chiamo la capitaneria che mi informa che in fondo al porto, in posizione più tranquilla, ci sono delle bitte gialle per le barche in transito. Nel mentre vedevo l'ormeggiatore già pronto a darmi una mano. Con un po' di difficoltà, visto il forte dolore alla gamba, riesco a ormeggiare e mettere in sicurezza la barca. Per fortuna a 100 metri c'è la guardia medica comunale. Vado a farmi vedere la gamba. Viene esclusa una rottura ma per capire di cosa si tratta mi consiglia di fare una radiografia o un'ecografia all'indomani. La sera continuo con Voltaren pomata, tachipirina e riposo, come consigliato dal medico. Prima di chiudermi in barca per una cenetta tranquilla passa l'ormeggiatore per incassare il dovuto: 40 euro per la lunghezza della mia barca. Volendo mi avrebbe dato acqua e corrente, ma avendo abbastanza acqua e le batterie cariche rinuncio per evitare movimenti inutili.

Iside pronta per partireIssata bandiera di cortesia greca nel canale di Otranto

Ericoussa

19 aprile

22 aprile

Sono riuscito a dormire abbastanza, nonostante il dolore. Di rimanere ad Otranto per un'ecografia, non ci penso nemmeno. Oggi poco vento, randa e motore e 54 miglia di navigazione verso Erikousa. Quindi anche poco movimento per me.
Sul lato sud dell'isola hanno allungato il molo del porticciolo per cui anche con debole scirocco è molto tranquillo. Trovo due sole barche nel porticciolo. Al mio avvicinare di poppa sul molo scende una signora dalla barca vicina per restituirmi le cime di poppa e a porgermi la trappa. Riesco a fare tutto con calma visto che il vento si è quasi completamente fermato. Decido di rimanere qui per i giorni necessari a ripristinare completamente la funzionalità della mia gamba. Il posto è delizioso: tranquillo, verde a terra e blu intenso in mare. Mi dicono che in alta stagione c'è un bel via vai. L'ormeggio allora diventa a pagamento, però diventano disponibili alcuni servizi essenziali come i bagni e l'acqua.
Passano così tre deliziose giornate. Purtroppo non ho potuto fare le mie solite camminate alla scoperta dell'isola. In compenso ho conosciuto la coppia di tedeschi dell'altra barca. Sono di Wiesbaden. Lui si chiama Gunter. Vivono in barca tutto l'anno e tornano in Germania solo per Natale. Hanno tutto quello che serve, addirittura si fanno il pane con il lievito madre. Il loro impianto fotovoltaico sarà almeno di un KW e hanno il dissalatore. Abbiamo avuto modo di chiacchierare dei programmi di vita in mare e delle nostre esperienze. In questi giorni il vento è stato sempre scirocco, e quindi al di là del riposo conveniva stare ormeggiati a Ericousa.

Ormeggiati nel porto di EricousaSolo due barche nel porticciolo. A sinistra Iside

Corfù

Preveza

23 aprile

21 maggio

Oggi Oggi sembra che il vento giri un po' e diventi utile per la navigazione. Con comodo la mattina preparo la barca per la partenza e esco dal porticciolo. L'idea è quella di scendere sul lato interno di Corfù. Avevo bisogno di rifare il pieno dell'acqua, di riempire il frigo di alimenti e sì, anche una doccia calda. La decisione è quindi di puntare al marina di Gouvia. L'alternativa sarebbe stata il marina di Benitses ma confidavo più nei supermercati di Gouvia, e poi il prezzo era uguale: 80 euro a notte!
Una volta usciti, il vento, prima di assestarsi da nord come previsto, viene da est, quindi contro. Fortuna che siamo sui 7/8 nodi. Arrivo al Marina di Gouvia verso le 3 del pomeriggio, ancora in tempo per fare tutto quello che mi interessava.
Il giorno successivo lascio il marina per passare la notte alla ruota a Petriti. Sono poco meno di 20 miglia che mi avvicinano alla destinazione finale di Preveza. Il posto più tranquillo sarebbe stato all'interno del porticciolo, ma come spesso accade in questi periodi ancora di bassa stagione, i posti riparati si riempiono di barconi parcheggiati per l'inverno. Mi dispiace perché sarebbe stata l'occasione per fare due passi nel paesino che invita a farli. Mi consolo con l'idea che è meglio non forzare la gamba. In serata arrivano altre barche per passare la notte. E più tardi arriva anche una piccola onda che provoca un certo rollio per la barca. Un movimento che non desta preoccupazione e che sul tardi si calma per lasciarci fare una bella dormita. Al mattino, lentamente preparo la barca per la partenza e mi dirigo verso Preveza, dove si conclude la mia prima tappa verso Kalamata. Rimarrò ormeggiato alla banchina comunale per i giorni che mancano all'alaggio presso il cantiere Cleopatra. I tre cantieri che raccolgono diverse centinaia di barche è sulla sponda opposta del golfo.
Il 30 aprile come da prenotazione, Iside viene alata e sistemata a terra. Ci sono vari lavori da fare quest'anno, oltre la solita antivegetativa e la pulizia con lucidatura delle murate, voglio sostituire il teak nel pozzetto. Il vecchio è inguardabile. Poi voglio sostituire il quadro di comando motore e cosa molto importante, sostituire la membrana dell'S-Drive. Chi dice che va fatta dopo 7 anni, chi dice 10 e chi dice 15. Io l'ho sostituita 10 anni fa e quindi è ora di ricambairla. Ho incaricato la Contract Yacht Services che sono centro di assistenza Volvo Penta. L'offerta era sui 1.900 euro. Mi sembrava un po' alto, ma poi ho visto il lavoro che hanno fatto e devo dire che è un lavoro molto lungo in quanto va sbarcato l's-drive e va liberato il motore.
La permanenza in barca a terra è scomoda. Al di la del saliscendi della scala, vi è scarsità di utilizzo di acqua e difficoltà per cucinare. E per uno come me che frequenta poco le taverne, trova scomodo il tutto. I cantieri si trovano ad Aktio, sull'altra sponda del golfo di Ambracia rispetto a Preveza. Ad Aktio non c'è quasi niente, ad esclusione dei fornitissimi negozi di nautica. Il piccolo marina Cleopatra ha un bar ristorante e un piccolo minimarket. Per fare spesa occorre quindi andare dall'altra parte, a Preveza. In genere Cleopatra fornisce un servizio giornaliero, gratuito per i clienti, di trasferimento in motobarca. Quest'anno un'avaria al motore ha impedito il servizio. Hanno sostituito il servizio barca con un pullmino via terra. La frequenza era però solo bisettimanale. I giorni alla fine passano e arriva quello del varo. Le opportune verifiche del meccanico sulla barca in acqua danno esito positivo quindi siamo liberi di lasciare Cleopatra. Mi trattengo ancora un giorno in marina per le pulizie dell'interno della barca. Difficile immaginare quanta polvere e sporco entra in barca se si vive in un cantiere. Lascio Cleopatra e mi vado ad ormeggiare a Preveza, sulla banchina comunale. Il marina di Preveza ha prezzi non adeguati alle mie tasche! 80 euro a notte. La banchina inizia ad affollarsi di barche e quindi difficile trovare un posto. Questo anche perché ci sono tanti charter. Volevo rimanere un paio di giorni qui per aspettare e incontrare degli amici bresciani. Conto di procedere con la seconda tratta di navigazione per Kalamata lunedì prossimo.

Petriti - Isola di CorfùBanchina municipale di PrevezaAlaggio di Iside nello yacht yard CleopatraNuovo teak in pozzetto per Iside