“Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l’amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna.”
(Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway)


Data

Riassunto

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Karlovasi

3 Marzo - 31 Marzo

Il volo da Atene a Samos a bordo dell'Atr 72, dura poco più di mezz'ora. Appena in quota si apre subito l'Egeo con il suo colore blu, con Eubèa subito davanti e a seguire Andros. Si sente un clima no stress. Le hostess che spendono parole e sorrisi con i passeggeri. In questi pochi minuti c'è tempo anche per un piccolo snack. L'ospitalità del popolo greco si fa subito sentire. Come faccio a non sentirmi a casa?
Iside si trova a terra da Aris a Karlovasi che si trova sul lato opposto dell'aeroporto. Ho chiamato Angelos ieri per avvertirlo del mio arrivo. Non perché mi faccia uno sconto rispetto ad altri tassisti (la corsa costa sui 50 euro), ma perché ci siamo conosciuti l'anno scorso e poi ha il fratello Defteri che lavora in cantiere.
Il piccolo cantiere è ancora deserto. La sera mi faranno compagnia i tanti gatti del porto e un cane. Durante il giorno c'è già un certo traffico tra personale e clienti del cantiere.
Quest'anno grande lavoro all'opera viva di Iside. Trattamento prevenzione osmosi. Portato a zero tutta la carena, applicazione di quattro mani di primer epossidico, primer vinilico e poi due mani di antivegetativa. Ci ha pensato Defteri durante l'inverno, avendo il tempo e il clima giusto per fare asciugare lo scafo ridotto a gelcoat. I prodotti usati sono Eumaria, un'azienda greca: bisogna pur dare un po' di fiducia. Ho fatto anche cambiare i passascafi. Li ho messi in bronzo della Guidi. Vicino ad una barca c'è sempre da fare ...e da spendere! Ho sistemato i due oblò a sinistra adattando delle cerniere nuove. I ricambi Gebo non esistono più. Ho fatto saldare due anelli alle lande per il circuito del freno del boma (Walder) e anche la scaletta necessitava di un intervento sulla cerniera.
I giorni passano quindi tra giornate piovose e giornate serene, tra lavoro per la barca e lavoro in barca a sviluppare la prossima versione del mio software. Piano piano arriva il giorno del varo.
Dovevo decidere anche dove andare. Ho tanto ancora da lavorare quindi mi serve un posto tranquillo. Aris, il proprietario del cantiere ha preso in concessione una parte del porto a Maratocampo. Inoltre sta facendo dei lavori nel porticciolo interno di Karlovasi. Entrambi sono molto sicuri e tranquilli. Karlovasi lo scarto, un po' perchè lontano dall'aereoporto, un po' perché esposto a nord e il vento è implacabile da quella direzione, un po' perché è lontano dal centro. Un giorno prendo una macchina e vado a vedere il marina di Maratocampo. Come immaginavo, un angolo di paradiso. Purtroppo fin troppo tranquillo, nemmeno un bar e appena un buchetto di supermercato. E quindi decido di tornare a Pitagorio, da Samos Marina.

In volo verso Samos. Casa.Karlovasi di sera con la luna piena.Aperture ad arco con tramonto.Tramonto sul mare a KarlovasiIside sul travel lift pronta al varo.Pronti a lasciare l'invaso di Aris Boat YardCascate di Potami presso Karlovasi

Pitagorio

1 Aprile - 26 Maggio

A Pitagorio mi aspetta Mickel, l'ormeggiatore. Mi assegna il posto che avevo lasciato l'anno scorso. Il famoso C5. Tranquillo, sicuro, i bagni non distanti, e un locale di fronte la barca dove mercoledì e sabato tengono un corso di ballo.
Mi aspettavo un aumento di prezzo. Stiamo in un periodo di forte inflazione e quindi un aumento ci sta. Il nuovo prezzo dell'ormeggio annuale per la mia piccola Iside è di 2.300 euro, consumi acqua e luce compresi. Esattamente il 10 percento in più.
Anche Markus, il gestore del bar è contento di rivedermi, e dopo avermi raccontato della sua seconda attività e passione, la campagna con un grande aranceto, mi invita a partecipare al pranzo di Pasqua che lui offre agli amici ospiti del marina. Per me sono ancora giorni di lavoro al mio programma, un nuovo aggiornamento deve essere pronto per ottobre. Il silenzio e la tranquillità di questo marina mi daranno le condizioni migliori per fare delle cose interessanti.
Il tempo è un po' in ritardo quest'anno. Mi raccontano che hanno avuto un inverno stranamente mite e la primavera stenta ad arrivare. Per cui arrivano ogni tanto ancora perturbazioni con qualche pioggia. Fenomeno strano da queste parti. Io ho in barca un radiatore piccolo da 800 watt, più che sufficiente per stiepidire le fresche serate.
Non mi annoio. Ci sono anche lavoretti da fare per la barca. Ho cambiato la pompa Jabsco del circuito dell'acqua. Era anche ora di cambiare l'ancora. Dopo che a Trapani fu piegata dall'urto contro il pontile per via di una mareggiata da scirocco, fu rimessa a posto, ma da allora la ruggine continuava a penetrare. Volevo mettere una Rocna. Ero indeciso tra la 10 Kg e la 15 Kg. Considerando la capacità di penetrazione della Rocna temevo che per il mio salpancora non sarebbe riuscito a spedare e recuperare quella da 15 Kg, e così ho ordinato quella da 10 Kg. Dopo averla montata e provata, ho avuto conferma di aver fatto la scelta giusta. Tra l'altro corrisponde perfettamente anche il foro per il perno di fissaggio di sicurezza.

Prima veleggiata verso PitagorioPasqua ortodossa con Marcus e amiciIl solito posto di ormeggio per IsideIl nostro caffè preferito a PitagorioIl mio tavolino preferito

Isole Fournoi

28 Giugno

Sono tornato il 20 giugno da Stoccarda dopo il matrimonio di mio nipote Davide ad Arco e dopo una settimana passata da mio figlio in Germania. Il volo veniva da Monaco con cambio ad Atene.
Manca una settimana all'arrivo di Teresa con la quale vogliamo fare una lunga ma tranquilla crociera. L'idea è quella di arrivare alle Cicladi, Naxos e piccole cicladi in particolare.
Mercoledì 28 sembra proprio soffiare un bel vento che può portarci a vela verso la prima tappa: Fournoi. La veleggiata e fin troppo vivace. Una bolina con vento che oscillava tra i 18 e 25 nodi. La velocità è buona. Ma forse un po' troppo per il primo giorno di Teresa. Scelgo di ancorare in baia. La baia si trova sul lato occidentale dell'isola e si chiama Quarry Bay. L'ancoraggio non da nessun problema. Il fondo è sabbia con presenza di alcune pietre. La catena passa proprio sopra alcune di esse e di notte, con il muoversi della barca si sentiva il rumore catena-pietra.
Nel pomeriggio scendiamo a terra per fare una camminata. Un percorso, prima in salita e poi in discesa porta al capoluogo. Non lo raggiungiamo perché si stava facendo tardi. Salendo lungo la strada si hanno viste spettacolari dell'intricarsi di isolette e mare. Veramente una camminata da non mancare.
Durante la notte rinforza la risacca e di conseguenza mi sveglia più di una volta. Per non rischiare una seconda notte di risacca, decidiamo di lasciare la baia e puntiamo per Agios Kirikos. Una bella veleggiata ci porta dopo meno di tre ore davanti al porticciolo.

Iside ancorata nella Quarry BayLa Baia Quarry bay vista dal sentiero per andare a Fournoi

Ikaria

29 Giugno - 2 Luglio

Ad Ikaria ci ero già stato due anni fa. Nel frattempo il porticciolo è stato dato in concessione per realizzare un marina a pagamento. Certo i servizi sono più completi. Acqua e luce su tutte le colonnine e marinaio che aiuta all'ormeggio. Si ormeggia all'inglese. Il prezzo è sopra la media greca: 23 euro al giorno per la mia Iside lunga 9.61 metri. Visto che volevamo vederci il paese e i dintorni, decidiamo di starci tre giorni.
Grazie al fatto che il 2 Luglio era previsto pochissimo vento, decidiamo di passare una giornata nell'affascinante porticciolo di Manganitis. Devo dire che le attese sono state ampiamente superate. Un posto che sembra fuori dal mondo. Anche la taverna Sto Giolo che si trova in fondo al porticciolo è particolare. Gestita da un gruppo di giovani serve delle portate buonissime creando un'atmosfera a base di musica giamaicana.
Purtroppo il lunedì mattina alle otto e trenta arriva il piccolo traghetto che soggiorna l'intera giornata e quindi bisogna lasciar libero l'unico piccolo molo dove ci si può ormeggiare. Di buon mattino quindi lasciamo Manganitis in direzione di Dounussa. Il vento sembra riposare oggi quindi ci tocca sopportare il rumore del motore. In compenso il mare è quasi calmo.

Il porticciolo di Agios Kirikos ad IkariaL'affascinante porticciolo di ManganitisIl porticciolo di Agios Kirikos ad Ikaria

Dounussa

3 Luglio

Alle tre del pomeriggio eravamo già ancorati nella solitaria baia Roussa che si trova sull'angolo nord orientale. C'era solo un'altra barca, in una baia che ne ospiterebbe venti. Qualche casetta a riva e tre piccole spiagge deliziose. Insomma uno dei tanti posti favolosi delle isole greche.
Il bagno in queste acque limpide è un'esperienza meravigliosa che si ripete ogni volta. La scusa di andare a salutare la nuova ancora Rocna è buona per un tuffo rigenerante. La nostra preoccupazione era quella di non trovare una taverna, visto il livello della cambusa che si stava riducendo. In particolare per quanto riguarda insalata e verdura. Nel tardi pomeriggio scendiamo a terra e troviamo subito la taverna. Tutte cose particolari in queste isole. All'ingresso c'è un cancelletto che va aperto per entrare, si passa in un orticello che finisce sul terrazzo con una decina di tavoli. Sembra una casa che ospita tanti parenti. Prima di cena facciamo una bella camminata e scopriamo che c'è un sentiero lungo dodici km che circonda l'isola non allontanandosi dal mare. Scogli, ricci, piccole spiagge. Un susseguirsi di scorci su luoghi isolati che danno il senso di natura incontaminata. Dopo la cena rientriamo in barca ad osservare la luna piena di colore rosso all'orizzonte: è bello vivere in contatto con la natura. La notte è molto tranquilla e il sonno molto profondo.
In questi casi è imperdibile il bagno appena svegli. Dopo colazione, con enorme dispiacere lasciamo la baia. Un vento più che fresco ci aspetta per portarci a vele spiegate verso la prossima tappa.

Baia Roussa a Dounussa - Iside all'ancora

Koufonisi

4-7 Luglio

A Koufonisi ci ormeggiamo nel piccolo marina. Il prezzo è più che onesto per essere Koufonisi: 52 euro per quattro notti compreso consumi acqua e luce.
L'isola è molto piccola ed è anche carina. Non mancano belle spiaggette e viste favolose sul mare e sulle isole circostanti. Un giorno affittiamo due bici e con una pedalata di meno di un'ora la facciamo da sud, dove si trova il porto, fino all'estremo nord. Purtroppo, a mio parere, hanno voluto creare una località turistica di richiamo. Pur mantenendo lo stile architettonico delle cicladi, hanno costruito molti studios e piccoli alberghi, creando una capacità ricettiva ben superiore a quella sopportabile da una piccola isola come Koufonisi. Le conseguenze sono un via vai di traghetti e aliscafi nel piccolo porto dove fanno la fila per attraccare. Le piccole vie del piccolo centro si riempiono in serata e le numerosissime taverne sono tutte piene. D'altra parte non vi è modo di fare cambusa completa. Nell'isola mancano pescherie e macellerie, e anche i pescatori ci dicono di non avere pesce perché le richieste delle taverne superano ampiamente la loro capacità di pescare.
Il marina rappresenta un buon ridosso per il meltemi, ma con vento forte arriva polvere e sabbia nel pozzetto e anche nella barca. Mercoledì mattina scende il vento e decidiamo di raggiungere la nostra prossima meta: Naxos.
Iside ormeggiata al marina di Koufonisi Porticciolo per pescatori con il tramonto su NaxosParalia Pori, spiaggia a nord di Koufonisi

Naxos

8-11 Luglio

Mi preoccupavano le 12 miglia di navigazione verso nord costeggiando Naxos dalla sua punta meridionale fino al porto. Da Koufonisi alla punta meridionale siamo potuti andare a vela, ma girato il capo Katomeri il vento sarebbe stato di prua. Fortunatamente il vento si calma e riusciamo ad arrivare quasi fino al porto tranquillamente. Solo un paio di miglia prima, Eolo decide di scatenare tutta la sua potenza e di farci ballare per bene.
L'ingresso alla parte del porto riservata al diporto è difficile da individuare, ma una volta dentro tutto diventa più facile. Il porto è pieno di imbarcazioni più o meno grandi che organizzano crociere di un giorno per i turisti. Catamarani, barche a vela e piccole navi da crociera che escono la mattina ed entrano la sera con decine di turisti. Di conseguenza i posti per le barche in transito sono pochi. Alla fine l'ormeggiatore ci mette in un angolo di un pontile. Non l'ideale per la nostra piccola passerella, ma in compenso abbiamo la prima file sul centro di Naxos con tanto di castello veneziano e la porta del tempio di Apollo. Il vento ci viene da poppa per cui nessun rischio di avvicinarsi al pontile e aria fresca di sera per le nostre cenette in barca.
Naxos è la più grande isola delle Cicladi, i suoi numerosi turisti si disperdono nelle varie spiagge dove a terra ci sono delle casette uso estivo del tipo studios.
Ovviamente qui abbiamo trovato modo di trovare una lavanderia per il nostro bucato, ci sono negozi e supermercati di ogni genere.
Non potevamo non affittare una macchina per conoscere meglio l'interno dell'isola. Una parte importante dell'isola è occupata dalla valle di Tragea piena di uliveti e qualche vigna. In questa valle, sui rilievi collinari, incontriamo dei bellissimi paesini che riportano alla vita originale ellenica. Tra quelli visitati ricordo con piacere Chalki con il suo centro caratteristico e i negozietti di prodotti locali e Apeiranto, completamente in marmo e in pratica inaccessibile alle macchine. Bisogna salire delle scale per arrivare in centro dove si intrecciano numerose vie, tutte percorribili solo a piedi. Naturalmente tante sono le taverne che invitano i viaggiatori a fermarsi per un ristoro con viste dell'isola, in parte brulla e in parte ricoperta da vegetazione mediterranea. Noi alla fine ci siamo fatti tentare da una di queste di nome Rotonda.
Lentamente scende l'intensità del Meltemi e arriva per noi il giorno di lascare Naxos. Conservo un ricordo più che positivo di Naxos.

Vista della Chora di NaxosPorta del tempio di Apollo - NaxosPorto di Naxos - Iside in primo pianoTramonto sul porto visto dal bar 520Vista della fertile vallata interna di Naxos

Skhinousa

12 Luglio

Il vento ci porta lentamente verso Mirsini, il porticciolo di Skhinousa a 18 miglia da Naxos. Partenza comoda e arrivo in tempo per il pranzo. L'ormeggio è di tipo alla greca. La nuova Rocna entra senza difficoltà nel fondo sabbioso. Il vento al traverso non riuscirà ad avvicinare più di tanto Iside al molo dopo aver tirato bene la catena.
Il posto ci fa subito una bellissima impressione. Nel pomeriggio facciamo una camminata verso la Chora. Troviamo tutto il necessario per fare cambusa. Anche se eravamo partiti approvvigionati bene da Naxos. Le viste dalla Chora sono impressionanti. Consiglio di cenare nel ristorantino Nikolas che si trova proprio sul porto. Cucinano il pesce meravigliosamente. Noi ricordiamo una sauté di cozze eccellente. I prezzi sono all'italiana!
La mattina successiva lasciamo a malincuore Mirsina. Dobbiamo sfruttare una seconda giornata di vento calmo per raggiungere la nostra prossima isola che dista una ventina di miglia: Amorgos.
Il porticciolo di Mirsini a SkhinousaVista verso sud dalla Chora
Amorgos

13-19 Luglio

Il vento era così calmo che la navigazione è andata per molto tempo a motore. Nel primo pomeriggio eravamo già ormeggiati nel porto di Katapola, vicino ai traghetti. Posizione ampiamente usata dalle barche e consigliata dai portolani. Facciamo una passeggiata percorrendo il lungomare fino alla parte opposta. Si raggiunge un angolo delizioso che si chiama Xilokeratidi. Piccolo borgo molto tranquillo. Vediamo che hanno costruito un molo a protezione dei piccoli pescatori. Su questo molo, all'esterno, ci si può ormeggiare alla greca. Ci sono anche un paio di colonnine acqua e luce. Il posto ci sembra molto più silenzioso e protetto del rumoroso molo comunale di Katapola. Decidiamo subito di spostare la barca. In realtà una discreta risacca arrivava anche lì. Ma se si tiene conto dei tre giorni di forte Meltemi, il posto ci sembra più sicuro e protetto. Infatti all'inizio eravamo solo noi, ma con l'arrivare dei giorni ventosi, altri si trasferiscono sul nostro molo, fino a riempirlo.
Amorgos è un'isola molto affascinante,c'ero già stato due anni fa e questa nuova esperienza me lo conferma ancora di più. Famosa per essere stato il luogo dove hanno girato il film "Le Grand bleu", è pieno di francesi.
Molti sono i sentieri a disposizione dei camminatori. Uno molto bello è quello che porta al faro. Le viste sul circondario non sono da perdere. Non mi sono persa l'eperienza di rivisitare il monastero di Chozoviotissa. La sua posizione solitaria a picco sul mare, le alte pareti sovrastanti consentono di vivere intensi momenti spirituali. All'interno è possibile visitare varie stanze e si viene accolti con gentilezza per degustare uno dei tanti infusi (alcolici) preparato dai frati. Peccato che cominciano ad esserci tanti turisti. Per cui alla fine sembra più una processione che un'esperienza mistica individuale.
Non è da saltare nemmeno un giro per perdersi nella Chora e gustare un drink in quelle piazzette di antica architettura cicladica. Un servizio di pullman con corse molto frequenti anche a sera, fanno sì che non serve noleggiare una macchina.
Per la cambusa non vi sono grossi problemi. C'è un po' di tutto: macelleria, supermercati, panetterie. Purtroppo non siamo riusciti a trovare una pescheria. Dobbiamo passare ancora qualche giorno perché il Meltemi si calmi e perché si possa partire. Quindi rilassanti momenti al bar Fatamorgana per un caffè e lunghe camminate alla scoperta di nuove sorprese.

Isiade ormeggiata a Xilokeratidi
Il solitario monastero di ChozoviotissaMonumento di benvenuto (Iside?)

Levita

20-Luglio

Leros

21-25 Luglio

Arki

26 Luglio

Arriva giovedì mattina e finalmente le condizioni per navigare tranquillamente sono arrivate. Una volta superata la punta settentrionale Akrotiri riusciamo ad aprire anche le vele e spegnere il motore. Mancano 25 miglia a Levita.
Purtroppo a poche miglia dall'arrivo si rompe l'attuatore dell'autopilota. Il perno di fissaggio incollato un paio di anni fa si stacca. Occorre governare il timone a mano. Di conseguenza ammaino le vele e proseguiamo a motore. Prometto a Iside che una volta arrivati a Samos avrei comprato un nuovo attuatore.
Levita è un'isoletta a metà strada tra le Cicladi e il Dodecanneso con una baia sostanzialmente chiusa che offre un ottimo riparo. Entrati nella profonda baia di Levita prendiamo un gavitello e ci ormeggiamo. Ce ne sono ancora parecchi liberi ma durante il pomeriggio verranno tutti occupati.
Levita ha il fascino delle isole disabitate. Ci vive una sola famiglia che d’estate manda avanti un ristorante. Pescatori stagionali e pastori provvedono alla materia prima. La boa è ovviamente gratuita per gli ospiti della taverna. Purtroppo la gran quantità di persone già in circolazione mette a dura prova le scorte in cucina. E alla fine ci rimane un po' di pecora.
Al mattino, dopo una tranquilla dormita, ci aspetta una preoccupante sorpresa. Il gancio robusto ma un po' arrugginito aveva consumato profondamente la nostra cima che teneva ferma la barca al gavitello. Il vento era forte durante la notte e sarebbero bastate ancora poche ore per finire a scogli.
Lasciamo la baia e mettiamo la prua in direzione Leros. Il vento si calma e quindi navighiamo a randa e motore con buona velocità.
Decidiamo di fermarci diversi giorni a Leros. Uno per visitare l'isola che merita. Due perché vorrei far vedere al rigger del cantiere dock & moor il problemino del rumore delle sartie ed eventualmente delle info per sostituirle. Tra l’altro, il cantiere è anche centro assistenza Selden.
Purtroppo pur con ripetute chiamate non vi è stato modo di poter incontrare la persona giusta.
Infine, visto che è in arrivo il Meltemi forte per tre giorni conviene rimanere a Leros. A Leros c'ero già stato. Ciò nonostante, fa sempre piacere visitare le stesse isole cercando di afferrare segreti differenti. Non so perché rivedere un posto cambia il ricordo che se ne aveva. Leros è un'isola frequentata da molti italiani. Forse anche per legami storici. Lakki, il paesino dove si trova il marina, è fornito di tutto. Dalle pescherie agli articoli nautici. Si trova di tutto. Se si sale lungo il sentiero verso ponente si ha la possibilità anche di vedere il tramonto sul mare. Un giorno abbiamo preso un Quad per andare alla ricerca di spiagge e mulini. Devo dire che ce ne sono tante di belle spiagge. I giorni passano e arriva il momento nel quale anche il Meltemi va in vacanza per un paio di giorni.
Riprendiamo la navigazione verso Samos. Visto che le previsione danno diverse giornate utili per navigare verso nord, decidiamo di prendercela con calma e di fermarci ad Arki. Arkì è un'isoletta molto amata. La sua piccola dimensione e la presenza di numerose piccole isolette disabitate attorno le conferisce un notevole interesse.
Volevamo stare alla ruota nella baia di Porto Stretto. Purtroppo era pienissimo, e le barche erano tutte ancorate con le cime a terra. Non ci andava di fare la manovra di ancoraggio con le cime a terra per una sola notte e quindi entriamo nel vicino Port Augusta. Al molo in fondo non c'era ancora quasi nessuno e quindi ci ormeggiamo lì. Il paesaggio è fuori dal mondo. Tre taverne e poco di più. Addentrandosi nei brevi sentieri dell'isola troviamo qualche studio. La mattina dopo, dopo una notte silenziosa e riposante lasciamo il porticciolo e con una bava di vento che ci seguiva mettiamo prua su Pitagorio. Samos è già visibile.
La bellissima crociera sta per finire. Agosto non è un bel periodo per navigare. Ma non mancheranno uscite per passare qualche notte in baia tra Agatonisi e baia Mourtia a nord di Samos.
Porto Levita Iside tra le tante barche alla boaCima quasi finita dopo una notte alla boaLa profonda baia LakkiUn sentiero porta all'estremo ovest della baia LakkiBarchette in miniatura della taverna Nikolas - ArkiIl profondo port Augusta - Arki